Battaglia d'Inghilterra
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| Battaglia d'Inghilterra | |||||||
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| Parte della Seconda guerra mondiale | |||||||
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Un Heinkel He 111 sorvola Londra, 7 settembre 1940. |
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| Schieramenti | |||||||
| Germania (Luftwaffe) | Gran Bretagna (RAF) | ||||||
| Comandanti | |||||||
| Hermann Göring | Hugh Dowding | ||||||
| Effettivi | |||||||
| 1.260
bombardieri; 316 bombardieri in picchiata; 1.089 caccia |
circa 700
caccia (all'inizio) |
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| Perdite | |||||||
| 1.887 aerei |
1.547 aerei Civili: 27.450 morti, 32.138 feriti |
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| Fronte Occidentale (1940-45) |
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| Weserübung – Campagna di Francia – Dunkerque – – Dieppe – Normadia – Dragoon – Market Garden – Scheldt – Foresta di Hurtgen – Aachen – Ardenne – Nordwind – Plunder – Varsity |
La Battaglia d'Inghilterra è il nome storico della campagna aerea combattuta sui cieli della Manica e dell'Inghilterra fra l'aviazione britannica e quella tedesca, supportata da unità italiane e di altre nazioni alleate dei nazifascisti, nel corso della Seconda guerra mondiale. Il motivo strategico della battaglia fu la volontà tedesca di conquistare la supremazia sui cieli della Manica e dell'Inghilterra meridionale, come condizione preliminare per l'attuazione del piano d'invasione dell'isola (Operazione Leone Marino) per vanificare la supremazia della Royal Navy che avrebbe impedito qualunque tentativo di attraversamento del canale della manica.
La battaglia terminò con un pieno successo da parte dell'aviazione britannica, che mantenne il controllo aereo della Manica e segnò un punto di svolta importante a favore delle forze alleate nel corso della guerra, costringendo Hitler a rinunciare al piano di invasione dell'Inghilterra.
Gli storici di scuola inglese affermano che la battaglia durò dal 10 luglio al 31 ottobre 1940 (periodo di maggior intensità delle incursioni aeree diurne). Per contro, le fonti tedesche danno come inizio della battaglia la metà di agosto 1940 e ne pongono la fine nel maggio 1941, quando furono ritirate dal fronte le unità di bombardieri in previsione dell'attacco alla Russia, operazione Barbarossa.
La Battaglia d'Inghilterra non fu la prima grande battaglia condotta interamente dalle forze aeree: l'Inghilterra aveva già subito, durante la Prima Guerra Mondiale, una campagna di bombardamenti ad opera degli Zeppelin e di bombardieri a lungo raggio. Comunque la Battaglia d'Inghilterra fu la più importante e prolungata campagna di bombardamento messa in opera fino a quel momento ed il primo tentativo di realizzazione pratica delle dottrine di bombardamento strategico, che erano sorte a partire dal primo dopoguerra.
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Premessa
Dopo l'evacuazione inglese di Dunkerque e la resa francese del giugno 1940, i tedeschi erano incerti sulla mossa successiva. Htilter credeva che la Guerra fosse di fatto finita e che gli inglesi, sconfitti sul continente, avrebbero cercato un accordo entro breve tempo. Le sue aspettative furono frustrate dall'intransigenza inglese. Sebbene ci fosse una corrente di pensiero, nell'opinione pubblica e nella classe politica, favorevole ad una pace negoziata con la Germania, il primo ministro Winston Churchill rifiutò di prendere in considerazione l'ipotesi di un armistizio con i Nazisti. Il suo abile uso della retorica riuscì a rafforzare nell'opinione pubblica il rifiuto di una soluzione pacifica e preparò gli inglesi ad una lunga Guerra. Nel suo discorso del 18 giugno 1940 alla Camera dei Comuni, affermò: "Quella che il generale Weygand ha chiamato la Battaglia di Francia è finita. Mi aspetto ora che stia per iniziare la Battaglia d'Inghilterra".
Il rifiuto delle proposte di pace tedesche da parte inglese fu netto. Nel tentativo di terminare la guerra ad occidente e di spingere il governo britannico a trattare la pace, il 16 luglio Hitler ordinò di preparare un piano di invasione delle Isole Britanniche. Il piano fu preparato dall'OKW (lo stato maggiore dell'esercito). L'operazione, battezzata Seelöwe (Leone Marino), venne pianificata per la metà settembre 1940 e prevedeva sbarchi lungo la costa meridionale dell'Inghilterra, appoggiati da lanci di paracadutisti nell'entroterra. I preparativi dovevano essere completati entro la metà di agosto.
L'Operazione Leone Marino era un progetto gravemente carente: soffriva di mancanza di risorse (specialmente navi per il trasporto truppe e materiali, per non parlare dei mezzi da sbarco) e di gravi divergenze tra la Marina e l'Esercito. Con la minacciosa presenza della Royal Navy ad un sol giorno di navigazione dalla Manica, sembra, col senno di poi, molto improbabile che il piano avrebbe mai potuto funzionare. Su una cosa tutti i servizi tedeschi concordavano: era irrealizzabile se prima la Luftwaffe non conquistava la superiorità aerea. Col predominio nei cieli, la Royal Navy poteva essere distrutta e le difese terrestri sconfitte. Così, il primo compito da assolvere era la distruzione della Royal Air Force come forza combattente. Venne perciò ideato un piano per attaccare gli aeroporti ed i centri di produzione aeronautica. Il comandante della Luftwaffe, Reichmarshall Hermann Göring, battezzò il piano "Adlerangriff" (Attacco dell'Aquila) e l'inizio delle operazioni fu stabilito per l'11 agosto 1940 ("Adlertag", Giorno dell'Aquila) con un attacco in forze.
L' "Adlertag" fu preceduto da un mese di attacchi ai convogli in navigazione lungo la Manica. Questo periodo, chiamato dai tedeschi "Kanalkampf" (Battaglia del Canale), fu usato come occasione per saggiare le difese della RAF ed attirare i suoi caccia in combattimento. La RAF data l'inizio della battaglia con i primi attacchi ai convogli: il 10 luglio 1940.
La strategia della Luftwaffe
La strategia tedesca era influenzata dalle teorie sul bombardamento strategico, come quelle dell'italiano Giulio Douhet, che si erano sviluppate nel corso degli anni '20 e '30. Queste teorie enfatizzavano l'attacco aereo, la debolezza delle difese antiaeree, e gli effetti dei bombardamenti terroristici sul morale dell'opinione pubblica. Dopo la Guerra di Spagna, l'attenzione tedesca si era orientata principalmente verso operazioni aeree di carattere tattico. In Polonia e Francia, la Luftwaffe aveva operato congiuntamente all'Esercito, dando vita alla Blitzkrieg o "guerra lampo". Nella Battaglia d'Inghilterra la Luftwaffe, però, doveva operare da sola, non come supporto all'offensiva delle truppe di terra, ma come arma decisiva. Gli alti comandi avevano una grande fiducia nell'efficacia del bombardamento strategico e Göring vedeva nell'imminente battaglia l'occasione per dimostrare cosa era in grado di fare la sua forza aerea.
Dopo la Battaglia di Francia, la Luftwaffe si riorganizzò sulla base di tre "Luftflotten" (flotte aeree) lungo i fianchi meridionale e settentrionale dell'Inghilterra. La "Luftflotte 2", comandata dal Generalfeldmarschall (grado equivalente a quello di generale di Armata Aerea) Albert Kesselring era responsabile per i bombardamenti dell'Inghilterra sud-orientale e della zona di Londra. La "Luftflotte 3", comandata dal Generalfeldmarschall Hugo Sperrle era responsabile per la West Country, le Midlands e l'Inghilterra nord-occidentale. La "Luftflotte 5", comandata dal Generaloberst (grado equivalente a quello di generale Squadra Aerea) Hans-Jurgen Stumpff, con quartier generale in Norvegia, era responsabile per le operazioni contro il Nord Inghilterra e la Scozia. Nel corso della battaglia le responsabilità dei comandi si modificarono, con la Luftflotte 3 che si fece carico degli attacchi notturni, mentre il peso degli attacchi diurni ricadde progressivamente sulle spalle della Luftflotte 2. Per breve tempo, ai combattimenti prese parte anche una forza di spedizione italiana, il "Corpo Aereo Italiano".
Le stime iniziali della Luftwaffe circa la durata della campagna prevedevano quattro giorni per sconfiggere il Comando Caccia (Fighter Command) della RAF nell'Inghilterra meridionale, cui dovevano far seguito altre quattro settimane in cui bombardieri e caccia a lungo raggio avrebbero spazzato il resto del paese e distrutto l'industria aeronautica britannica. Il piano prevedeva di iniziare attaccando gli aeroporti vicino alla costa, estendendo in seguito gli attacchi verso l'entroterra, verso Londra e l'anello di aeroporti incaricati della sua difesa. Nel complesso la Luftwaffe si attenne a questo schema, ma i suoi comandanti avevano gravi divergenze sulla strategia complessiva dell'operazione: il comandante della Luftflotte 3, Hugo Sperrle, voleva sradicare l'infrastruttura della difesa antiaerea facendo ricorso ai bombardieri, la sua controparte nella Luftflotte 2, Albert Kesselring, chiedeva di attaccare direttamente Londra - sia per costringere il governo britannico alla resa, sia per costringere i caccia della RAF ad una battaglia decisiva. Göring, ossessionato come era dal mantenere la propria base di potere all'interno della Luftwaffe, non fece nulla per appianare queste divergenze strategiche tra i suoi comandanti. Va aggiunto che le convinzioni sulla guerra aerea cui era attaccato erano superate e, in seguito, lo portarono a commettere gravi errori, sia tattici sia strategici.
La Luftwaffe risentì inoltre di una grave carenza di informazioni circa l'apparato difensivo britannico. I servizi di informazione tedeschi erano frammentati, divisi da profonda rivalità e, nel complesso, scarsamente efficienti. Nel 1940 c'erano pochi agenti tedeschi operativi in Inghilterra, e qualche sporadico tentativo di infiltrare spie nel paese non diede alcun esito. Così la Luftwaffe non ebbe a disposizione informazioni aggiornate sullo stato e sull'organizzazione della difesa aerea della RAF, in particolare sul sistema di comando e controllo che era già stato organizzato prima della guerra, e che si rivelò di cruciale importanza per l'efficace gestione della battaglia da parte britannica. Va detto che anche quando si avevano informazioni recenti e valide, gli alti comandi della Luftwaffe tendevano ad ignorarli se apparivano in contrasto con l'opinione prevalente.
Per la maggior parte della battaglia, la Luftwaffe operò alla cieca, senza conoscere l'effettiva forza dell'avversario, né le sue capacità né il suo schieramento. Più volte gli alti comandi tedeschi si convinsero che il Comando Caccia fosse stato ridotto allo stremo, mentre più volte si attaccarono basi del Comando Bombardieri o della Difesa Costiera nella errata convinzione che fossero aeroporti del Comando Caccia. I risultati dei bombardamenti e degli scontri aerei furono sovrastimati, col risultato che la visione della situazione che avevano gli alti comandi della Luftwaffe si allontanò progressivamente dalla realtà. Queste carenze di comando e di informazione fecero sì che i tedeschi non riuscissero ad adottare una strategia coerente, anche quando la RAF si trovò con le spalle al muro.
Il sistema di Dowding
La Battaglia di Inghilterra fece entrare nella leggenda i caccia della RAF: il Spitfire e lo Hunter, ma la vera pietra angolare della difesa inglese fu la complessa organizzazione di avvistamento, comando e controllo che gestì la battaglia, nota come il 'sistema di Dowding', dal nome del suo principale artefice, il Maresciallo dell'Aria (Air Chief Marshall) Sir Hugh Dowding, comandante del Comando Caccia della RAF.
I primi rilevamenti degli attaccanti in arrivo provenivano dalle stazioni radar, chiamate in codice Rete Nazionale (Chain Home), che erano distribuite lungo le coste inglesi e che telefonavano l'avvistamento alla Sala Filtro del Comando Caccia. Gli incursori, una volta oltrepassate le stazioni della Rete Nazionale (che avevano le antenne radar puntate verso il mare), erano presi in carico dal Corpo Avvistatori (Observer Corp), che li seguiva da terra utilizzando una rete di osservatori dotati di binocoli. Le informazioni, valutate e integrate dalla Sala Filtro erano poi passate alla Sala Operativa del Comando Caccia, a quella del Group e a quelle di tutti i Settori interessati.
Ogni Sala Operativa aveva il proprio tavolo a mappa (plotting table), grandi mappe sulle quali le formazioni delle forze in campo erano rappresentate da pedine la cui posizione era continuamente aggiornata sulla base delle informazioni che man mano affluivano. Nella Sala Operativa del Group, il controllore di turno decideva quale settore doveva contrastare l'incursione e quanti caccia bisognava far intervenire. Il controllore di Settore coordinava le squadriglie alle sue dipendenze, ordinando i vari livelli di prontezza operativa o il decollo su allarme. Di solito, almeno all'inizio della battaglia, i controllori erano ufficiali pilota con esperienza di combattimento.
Non è chiaro il ruolo svolto nella Battaglia d'Inghilterra dalla decifrazione delle comunicazioni segrete tedesche, criptate usando le macchine cifratrici Enigma. Ultra, l'insieme di informazioni ottenute grazie alle intercettazioni di Enigma, fornì agli alti comandi inglesi una preziosa visione delle intenzioni tedesche, ma sembra che ben poco di tutto questo sia giunto sino alla scrivania di Dowding. D'altro canto il servizio di ascolto radio 'Y', che teneva sotto controllo il traffico radio tedesco, contribuì notevolmente all'individuazione precoce delle incursioni della Luftwaffe.
La responsabilità della difesa dello spazio aereo inglese fu ripartita tra più Groups (Brigate Aeree) di Caccia: il 10° Gruppo, responsabile della difesa del Galles e dell'Inghilterra occidentale, era comandato dal Vice Maresciallo dell'Aria Sir Quintin Brand. L'11° Gruppo copriva il Sud-Est dell'Inghilterra e le vitali rotte di accesso a Londra, il suo comandante era il Vice Maresciallo dell'Aria



