“Portare”, questo sì che
è un verbo un pochino traditore in inglese e non a caso gli italiani ne
sbagliano spessissimo la traduzione!
Ecco allora alcune frasi che vi
potranno aiutare. Il mio consiglio non è di memorizzarle ma di provare a
“viverle” immedesimandosi con la fantasia con le circostanze esatte in cui
vengono pronunciate.
Le circostanze sono infatti
importantissime perché per tradurre correttamente “portare” bisogna
innanzitutto pensare a dove noi ci troviamo rispetto all’azione di
portare. Facciamo un
esempio e supponiamo che mia cugina Kay stia venendo a trovarmi. La vado a
prendere alla stazione e, mentre l’aspetto, parlando con il mio amico al
telefonino, dico “Sto aspettando Kay e poi la
porto a casa mia”. Che verbo
inglese useremo per tradurre “portare”? Molti diranno bring ma è uno
sbaglio!
Si dice take
her home perché si usa take ogni volta che “portare” indica un
movimento che parte dal luogo dove mi trovo e va verso un punto esterno a
me. Per capire il concetto, dobbiamo immaginarci la situazione reale e la
nostra posizione “geografica” all’interno di essa.
Dato che siamo andati a prendere
Kay in stazione, ci troviamo in stazione e dunque il nostro “portare Kay a
casa” sarà un movimento che parte da noi e va verso il nostro esterno, casa
nostra: ecco che, dunque, dobbiamo usare take.
Vediamo ora il caso opposto.
Io chiedo al mio amico Eric di
andare a prendere mia cugina Kay alla stazione e di portarla poi a casa mia.
La frase che gli dico sarà: Can you pick Kay up and
bring her here? Uso bring, e non take, perché
questa volta il “portare” comporta un movimento che parte dall’esterno e
viene verso di me, l’esatto contrario di prima.
In altre parole, in questo
secondo esempio il movimento mi coinvolge come punto d’arrivo (quando Kay
arriverà da me) ma non come punto di partenza (io infatti me ne sto
tranquilla ad aspettare Kay a casa mia, è Eric a fare tutto!).
Se ci pensate, è un po' la
stessa differenza che c’è tra “andare” e “venire”. Anche in inglese a fianco
di to go (andare da dove ci troviamo verso l’esterno) esiste to
come (venire dall’esterno verso dove ci troviamo). Ma mentre in italiano
il verbo “portare” combina entrambi i significati, in inglese si fa la
differenza tra “portare da dove ci troviamo verso l’esterno” (to take)
e “portare dall’esterno verso dove ci troviamo” (to bring).
Vediamo ora un altro esempio
come controprova.
Quando mia cugina Kay esprimerà
il desiderio di tornarsene a casa sua, le dirò “I’ll
portare you to the station”.
Devo usare bring oppure take? Take, perché il
movimento del portare Kay alla stazione comporta un allontanamento dal punto
dove mi trovo, casa mia, ovvero un movimento verso l’esterno rispetto a me.
Ricordo infine che in giapponese
“portare dal punto dove mi trovo verso l’esterno” si dice “andare portando”
(motte iku) e che “portare dall’esterno verso il punto dove mi trovo”
si dice “venire portando” (motte kuru). È un’ulteriore conferma di
questo fondamentale duplice significato di “portare” che in italiano è
oscurato dall’uso della medesima parola. |