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Introduzione
Con i Mondiali alle porte – il fischio d’inizio è previsto per il prossimo
31 maggio, quando la Francia campione del mondo e il Senegal si
incontreranno al Seoul World Cup Stadium [Sëul Wëëld Kap Steidiëm] in
Corea – anche gli spiriti più miti avvertiranno un brivido lungo la schiena
e si lasceranno coinvolgere dallo sport più amato del mondo e da tutto ciò
che gli ruota attorno.
A dire la verità, gli occhi del profano non
possono fare a meno di scorgere qualcosa di buffo in ventidue impavidi
giocatori, ansiosi di scendere in campo in maglietta e calzoncini e di
contendersi per novanta minuti un pallone impazzito, pronti a sacrificare
alla propria squadra il setto nasale quando va bene, tibia e perone nei casi
più sfortunati.
Eppure, visto che la voglia di prendere a calci una palla è antica quanto
l’uomo, forse si tratta proprio di un tratto del suo patrimonio genetico. A
calcio si giocava già nei villaggi medievali, quando il pallone era fatto di
stracci e i giocatori non vestivano una divisa; e prima ancora lo si giocava
nell’antica Roma.
Ma non diamo a Cesare quel
che non è di Cesare: il calcio, così come lo conosciamo oggi, è un brevetto
tutto made in England!
Un po’ di storia
Le regole del gioco del calcio furono codificate ufficialmente il 26 ottobre
1863 dai capitani e dai rappresentanti di numerose squadre di Londra e
sobborghi.
Nacque così The Football Association [futbo·ol ës’ëusi’eish·n] ovvero
FA [Ef Ei], l’organismo che regola e promuove il gioco del calcio in
Inghilterra, la più antica organizzazione di questo tipo a livello
internazionale.
Molto presto, “missionari” inglesi diffusero in tutto il mondo la nuova
“religione calcistica”, seguendo a ritroso il percorso dei missionari che
dal VI secolo cristianizzarono prima l’Europa continentale e poi gli
anglosassoni. Dopo
aver dettato le regole del gioco, ora gli inglesi si apprestano a
riorganizzare anche il sistema arbitrale. Da questa stagione, infatti, una
società privata seleziona e retribuisce i ventiquattro arbitri
professionisti della Premier League [premië liig].
Con la moviola, inoltre,
sarà possibile esaminare accuratamente le prestazioni delle “giacchette
nere” a tempo pieno e, alla fine di ogni stagione, i sei arbitri che avranno
ottenuto i voti più scarsi verranno retrocessi.
La diffusione di questa
novità nel resto del mondo, dove gli arbitri calcistici sono sì
professionisti ma in altre attività (alcuni dei più noti arbitri italiani
sono commercialisti, veterinari o altro), sarà solo una questione di tempo.
La nazionale inglese
L’Inghilterra è una delle maggiori nazioni calcistiche.
Purtroppo, però, la sua nazionale ha spesso deluso i tifosi inglesi,
regalando loro solo una Coppa del Mondo nel 1966 e qualche buon piazzamento
nelle competizioni europee.
Nei confronti dei tornei
internazionali gli inglesi ebbero inizialmente un atteggiamento
aristocratico. Pur entrando a far parte della F.I.F.A. [Fiifë] nel
1905, decisero di non partecipare alle prime tre Coppe del Mondo (del 1930,
1934 e 1938), trovando ridicolo il concetto stesso di “Coppa del Mondo”.
Ritenevano, infatti, di non aver nulla da dimostrare a chicchessia in fatto
di calcio, visto che erano stati loro stessi a inventarlo.
Il debutto ai Mondiali
giunse finalmente nel 1950, e fu come se qualcuno avesse voluto punire
l’iniziale atteggiamento snobistico inglese, perché l’Inghilterra perse per
1-0 contro una nazione notoriamente non calcistica: gli USA.
Ai Mondiali 2002 la nazionale inglese, allenata
da Sven Goran Eriksson, si è qualificata dopo aver infilato una serie
positiva di risultati contro squadre non facili – da ricordare la vittoria
sul campo della Germania per 1-5 del settembre scorso. Nella prima fase dei
Mondiali l’Inghilterra sarà impegnata in Giappone contro le squadre del
girone F: la Svezia (il 2 giugno), l’Argentina (il 7 giugno) e la Nigeria
(il 12 giugno).
The English Football League
The English Football League (Lega Calcio Inglese) è organizzata diversamente
rispetto alla Lega Calcio Italiana.
In Italia esistono la Lega Nazionale
Professionisti (Serie A e B), la Lega Professionisti di Serie C (Serie C1 e
C2) e la Lega Nazionale Dilettanti.
In Inghilterra,
tradizionalmente, la Lega Calcio era suddivisa in quattro Divisioni: Prima,
Seconda, Terza e Quarta (da notare che il fumetto We Are United si
riferisce ancora a quella suddivisione tradizionale NdR).
Successivamente, si è
preferito dare forma diversa alla stessa sostanza, distinguendo la
Premier League (o Premiership, premiëship) dalla Nationwide
League [n'eish·nw'aid liig], quest’ultima suddivisa a sua volta in
Prima, Seconda e Terza Divisione.
Nella Premier League, che
comprende le migliori venti squadre inglesi, è confluita la tradizionale
Prima Divisione, mentre nella Nationwide League sono confluite le
tradizionali Seconda, Terza e Quarta Divisione.
In Premier League militano
attualmente squadre come l’Arsenal [Aas·n·l], il Chelsea
[Chelsi], il Liverpool [Livëpuul] e il Manchester United
[Mænchëstë Yuun'aitid].
Fuori della Lega Calcio Inglese, infine, si
trovano tutti quei club di dilettanti, che giocano il calcio a part-time e
trascorrono la maggior parte della settimana lavorando in ufficio o in
fabbrica.
Tutti i club,
professionisti o dilettanti, hanno la possibilità di incontrarsi, o di
scontrarsi, nella FA Cup (Coppa d’Inghilterra), la più importante
competizione inglese.
Influenze reciproche
L’influenza del calcio inglese non si è limitata alla diffusione del gioco e
delle sue regole, ma anche a una nutrita serie di termini tecnici.
Nel lessico italiano, per
esempio, oltre agli anglicismi non assimilati (come assist, goal, off-side,
corner e altri), esistono numerose parole apparentemente italiane ma di
chiara provenienza inglese. Vediamone qualcuna.
Ala, cioè l’attaccante che
agisce sulle fasce, è un calco dall’inglese wing; allenare è un calco
di to train; fallo, l’infrazione del regolamento che determina una
punizione, è un calco di foul; penalizzare deriva da to penalize;
tripletta deriva da triplet “serie di tre”.
Più trasparenti appaiono
dribblare e dribbling, cioè scartare l’avversario mantenendo il possesso di
palla e senza commettere fallo, che derivano da to dribble
“scartare”; e infine tunnel, l’azione che permette di superare in dribbling
un avversario facendogli passare il pallone tra le gambe.
Alcuni nomi di squadre italiane sono la versione
inglese dei nomi delle rispettive città, come Genoa e Milan. E c’è anche una
curiosità.
La “Vecchia Signora”, la
storica Juventus, fondata nel 1897, giocò in maglia rosa e nera fino al
1903, quando adottò le maglie a strisce bianche e nere che veste ancora
oggi.
Una leggenda metropolitana
racconta che la squadra italiana ricevette per sbaglio una fornitura di
maglie bianconere destinate al Notts County, un club calcistico inglese, e
decise di farle proprie.
Ma anche l’Italia ha contribuito al calcio
inglese, di recente con grandi nomi come Gianluca Vialli, Gianfranco Zola e
Paolo Di Canio che dalla serie A italiana sono approdati alla Premier
League, come calciatori o allenatori.
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Ma come parla bene inglese
questo Zola |
|
Gianfranco Zola, ex
attaccante della nazionale italiana, dopo aver giocato nel Napoli e nel
Parma, ha lasciato l'Italia nel 1997, firmando un contratto quinquennale con
il Chelsea.
Vi proponiamo di seguito
uno stralcio di intervista rilasciata dal giocatore agli inizi di
quest'anno, dopo cinque anni di immersione totale nella lingua inglese.
In questa intervista Zola valuta il proprio futuro nella squadra, a un anno
dalla scadenza del contratto con il Chelsea. |
|
L'INTERVISTA DI ZOLA |
|
I'm not sure that I want to play another
year. |
Non sono sicuro di voler giocare un altro anno.
|
|
I will think very carefully about whether I
want to continue next season. |
Penserò molto accuratamente se voglio continuare
la prossima stagione. |
|
I need to feel that I can give something to
Chelsea and if I don't have this sensation, there is no point in keeping
playing. |
Ho bisogno di sentire che posso dare qualcosa al
Chelsea e se non ho questa sensazione, non ha senso continuare a giocare.
|
|
I won't keep taking the wages and not
playing: I love football. |
Non voglio continuare a ricevere lo stipendio
senza giocare. Io amo il calcio. |
|
I don't want to give up and I want to play as
much as possible. ." |
Non voglio smettere e voglio giocare il più
possibile. |
|
But I also have to be honest with myself and
the supporters who come to see me playing at my best. |
Ma devo anche essere onesto con me stesso e con
i miei fans che vengono per vedermi giocare al meglio. |
|
When that moment comes, I will know |
Quando arriverà quel momento, lo saprò. |
|
LE "CORREZIONI" DI SARAH
FERRARA |
|
Abbiamo chiesto a Sarah Ferrara di giudicare
l'inglese di Zola. Niente male, ha detto, ma alcune cose sono "funny"
(strane). Ecco come ha riscritto il testo zoliano. |
|
I'm not sure that I want to play another
year. |
I’m not sure whether I want to play another
year. |
|
I will think very carefully about whether I
want to continue next season. |
I’ll have to think very carefully about whether
I want to continue next season. |
|
I need to feel that I can give something to
Chelsea and if I don't have this sensation, there is no point in keeping
playing. |
I need to feel that I can give something to
Chelsea and if I don’t have that feeling, there’s no point in carrying on.
|
|
I won't keep taking the wages and not
playing: I love football. |
I won’t keep taking the wages and not playing -
I love football. |
|
I don't want to give up and I want to play as
much as possible. ." |
I don’t want to give up and I want to play as
much as possible. |
|
But I also have to be honest with myself and
the supporters who come to see me playing at my best. |
But I also have to be honest with myself and the
supporters who come to see me playing my best. |
|
When that moment comes, I will know |
I’ll know when that moment comes. |
|
Come vedete, le correzioni sono minime e vivere
in Inghilterra ha decisamente fatto bene all'inglese di Zola. Insomma,
promosso a pieni voti. E per tutti l'ennesima conferma che non c'è miglior
metodo per imparare una lingua di quello di vivere per alcuni anni nel paese
dove questa lingua è parlata. |
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Football o soccer? |
|
Football [futbo·ol]
e soccer [sokë] sono sinonimi, anche se il primo termine ha una sfera
d'azione più ampia del secondo perché si associa anche ad altri tipi di
sport.
La parola soccer
invece risale al 1895 ed è una abbreviazione irregolare della parola
“Association” formata a partire dalla sillaba “soc” con l'aggiunta del
suffisso “er”.
Fu introdotta in
Inghilterra dalle classi sociali elevate per distinguere il loro sport
preferito, il Rugby football, dal gioco del calcio.
Ma per ogni inglese che si
rispetti, giocatore o tifoso, il calcio è, e sarà sempre, semplicemente
football.
Negli U.S.A., invece, il
gioco del calcio è solo soccer in quanto con football si indica
specificamente il football americano, che è tutt’altra cosa!
|
PICCOLO
LESSICO DEL CALCIO |
|
•
a
metà del primo tempo |
halfway through the first half
[haaf wei thruu dhë fëëst haaf],
midway through the first half
[midwei thruu dhë fëëst haaf] |
|
•
al 24° minuto |
on 24 minutes
[on twenti-fo·o minits], on 24 [on twenti-fo·o], in the
24th minute [in dhë twenti-fo·oth minit ] |
|
•
ala
destra |
right wing
[rait wiñ] |
|
•
ala sinistra |
left wing
[left wiñ] |
|
•
ali |
wingers
[wiñëz] |
|
•
allenatore |
coach [këuch],
manager
[mænëjë],
trainer treinë] |
|
•
ammonire |
to caution
[tu ko·osh·n], to book [tu buk] |
|
•
ammonizione |
caution [ko·osh·n] booking
[bukiñ],
yellow card
[yelëu kaad] |
|
•
ammonito |
booked
[bukt], cautioned [ko·osh·nd] |
|
•
andata (partita di
andata) |
first leg
[fëëst leg] |
|
•
annullare
(gol) |
to disallow
[tu d'isël'au] |
|
•
annullato
(gol) |
disallowed
[d'isël'aud] |
|
•
arbitrare |
to referee
[r'ef·r'ii] |
|
•
arbitro |
referee
[r'ef·r'ii], ref [ref] |
|
•
arbitro e
guardialinee |
officials
[ëf'ish·lz] |
|
•
attaccante |
forward
[fo·owëd], striker
[straikë] |
|
•
attacco |
attack
[ët'æk] |
•
autogol
• fare un autogol |
own goal
[ëun gëul]
to make an own goal [tu meik æn ëun gëul] |
|
•
avversario |
opponent [ëp'ëunënt],
rival
[raiv·l] |
|
•
azione (di gioco) |
move
[muuv] |
|
• bagarino |
tout
[taut] |
|
•
bandierina centrale |
centre flag
[sentë flæg] |
|
•
bandierina del calcio d’angolo |
corner flag
[ko·onë flæg] |
|
•
barriera |
wall
[wo·ol] |
|
•
battere (sconfiggere) |
to beat
[tu biit] |
|
•
battere (un calcio d'angolo, un calcio di
rigore, di punizione ecc.) |
to take
[tu teik] |
|
•
buttarsi a terra (simulando di aver
subito un fallo) |
to dive
[tu daiv] |
|
•
calcio
d’angolo |
corner kick
[ko·onë kik], corner [ko·onë] |
|
•
calcio d'inizio |
kick-off [kik-of] |
|
•
calcio
di punizione |
free kick
[frii kik] |
|
•
calcio
di rigore
• un rigore discusso |
penalty
[pen·lti], spot -kick [spot kik]
a questionable penalty [ë kweschnëb·l pen·lti] |
|
•
campionato |
championship
[chæmpiënship] |
|
•
campo di calcio |
pitch
[pich] |
|
•
campo di gioco |
field of play
[fiild ov plei] |
|
•
cannonata (tiro molto
forte da fuori area) |
blast
[blaast] |
|
•
cannoniere |
top scorer
[top sko·orë] |
|
•
capitano
• fascia di capitano |
captain
[kæptin]
armband [aambænd] |
|
•
cartellino
giallo |
yellow card
[yelëu kaad] |
|
•
cartellino
rosso |
red card
[red kaad] |
|
•
catenaccio |
padlock
[pædlok] |
|
•
centravanti |
centre forward
[sentë fo·owëd] |
|
•
centrocampista |
midfielder
[midfiildë] |
|
•
centrocampo |
midfield
[midfiild] |
|
•
cerchio
di centro campo |
centre circle
[sentë sëëk·l], centre spot [sentë spot] |
|
•
classifica |
table
[teib·l] |
|
•
colpire
di testa |
to head
[tu hed] |
|
•
colpo di
testa |
header
[hedë] |
|
•
comitato disciplinare |
disciplinary committee
[disipl'inëri këm'iti] |
|
•
commettere
fallo su qualcuno |
to foul someone
[tu faul samwan] |
|
•
commissario tecnico |
manager
[mænëjë] |
|
•
compagno
di squadra |
team-mate
[tiim-meit] |
|
•
concedere
(un calcio d'angolo, un calcio di
rigore, di punizione ecc.) |
to award
[tu ëw'o·od] |
|
•
contrasto |
tackle
[tæk·l] |
|
•
contro
(come in "Inghilterra contro Italia") |
versus
[vëësës], v [vii] |
|
•
controllare
(la palla) |
to control
[tu këntr'ëul] |
|
•
contropiede
• in contropiede
• effettuare un contropiede |
counterattack
[k'auntërët'æk], counter [kauntë]
on the counter [on dhë
kauntë]
to go on the counterattack []tu gëu on dhë
k'auntërët'æk] |
|
•
coppa del mondo |
World
Cup
[wëëld kap] |
|
•
corner
per l'Italia |
corner to Italy
[ko·në tu It·li] |
|
•
da
lontano (tiro, azione) |
from long range
[from loñ reinj] |
|
•
da
vicino (tiro, azione) |
from close range
[from klëus reinj] |
|
•
dare un
calcio a (pallone, avversario) |
to kick
[tu kik] |
|
•
decisione arbitrale |
refereeing decision
[r'ef·r'ii·iñ
dis'izh·n] |
|
•
deviato
(per es.,
tiro deviato in calcio d'angolo) |
deflected
[difl'ektid] |
|
•
deviazione
(della
palla da parte di un giocatore avversario) |
deflection
[difl'eksh·n] |
|
•
difensore |
defender
[dëf'endë] |
|
•
difesa |
defence
[dif'ens)] |
|
•
direttore di gara |
referee
[r'ef·r'ii], ref [ref] |
|
•
dischetto del rigore |
penalty spot
[pen·lti
spot], spot [spot] |
|
•
dribblare |
to
dribble
[drib·l)] |
|
•
effetto (traiettoria curva di un pallone calciato in modo particolare)
• effettare |
curling
[këëliñ], curl [këël]
to curl [tu këël] |
|
•
eliminatorie (fase ad
eliminazione diretta, dai sedicesimi di finale in poi) |
knock-out stage
[nok-aut steij], knock-out phase [nok-aut feiz] |
|
•
eliminazione (dalla Coppa del
Mondo) |
elimination [il'imin'eish·n],
exit
[exit] |
|
•
espellere
un giocatore |
to send a player off
[tu send ë pleië(r) of], to dismiss a player [tu
dism'is ë pleië] |
|
•
espulsione |
sending-off
[sendiñ-of],
dismissal
[dism'is·l], red
card
[red kaad)] |
|
•
essere
eliminati |
to go
out
[tu gëu aut] |
|
•
essere ridotti a 10
uomini |
to go a
man down
[tu gëu ë mæn daun] |
|
•
falciare
(far cadere un giocatore) |
to scythe down [saidh daun],
to bring down [tu briñ daun], to hack down [tu hæk daun] |
|
•
fallo
• fallaccio |
foul
[faul]
nasty foul [naasti faul] |
|
•
fallo di
mano |
handball
[hændbo·ol] |
|
•
fare
un fallo (commettere un fallo) |
to foul [tu
faul] |
|
•
farsi
fare un goal |
to concede a goal
[tu këns'iid ë gëul] |
|
•
finale (di un
campionato del mondo) |
final
[fain·l] |
|
•
finire
secondo |
to finish second
[tu finish sekënd] |
|
•
finta |
dummy
[dami] |
| | |