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INGLESE A SUON DI MUSICA
TESTO ORIGINALE ITALIANO di Veronica Villa
COPYRIGHT di: Casiraghi Jones Publishing srl
PUBBLICATO SU: English4Life n. 6 pag. 24-25

La musica non è necessariamente una distrazione, con i testi delle canzoni possiamo fare molto per il nostro inglese.

Che si abbiano 15 o 30 anni, lo sappiamo fin troppo bene, è difficile imparare l'inglese. Può capitare di non averlo mai studiato davvero. Può capitare di avere insegnanti poco preparati. Succede di detestare il solito libro di testo con i dialoghi insulsi e la cassetta gracchiante inclusa. E succede di non apprezzare la rassegna di elegantissimi ma incomprensibili film di James Ivory organizzata dalla scuola. O di non capire una parola dell'audio originale americano dei film in dvd. Così si finisce per essere perseguitati da interrogazioni terribili, voti deprimenti, situazioni lavorative imbarazzanti o vacanze impossibili. Insomma, è tutto così difficile. 
 

Ma che fare?

Se si cede alla tentazione di rinunciare, si finisce per adattarsi alla mediocrità e accontentarsi di qualche frasetta italianizzata, salvo poi arrabattarsi tra costosissimi corsi, fascicoli improbabili, e tentativi faticosi senza frutto. Sarebbe indubbiamente meglio non permettere alla dura realtà di rovinare il proprio interesse, magari anche la propria attitudine per l'inglese. Per darsi una mano vale decisamente la pena di tentare con il fai da te, e la strada più accessibile è certamente la musica.


Proviamo con una canzone!

Proviamo ad ascoltare una canzone in inglese. Probabilmente capiremo qualche parola qua e là. Proviamo a scrivere il testo mentre ascoltiamo. Sarà una operazione utilissima ma difficile, e il risultato forse ci deprimerà un po'. Proviamo allora a procurarci il testo della canzone, comprando un libro dell'Arcana editrice o di Kaos Edizioni (tutte le librerie hanno un piccola sezione dedicata alla musica dove trovare queste e altre case editrici), o leggendo nei libretti dei nostri cd, o cercando gratuitamente sul sito www.letssingit.com. Leggiamo anche un solo testo e avremo a disposizione un bel numero di espressioni originali inglesi, strutture tipiche, modi di dire, idiomi assortiti. In più potremo ascoltare la pronuncia madrelingua quando vorremo dalla radio, dai nostri cd o dagli mp3.

È però assolutamente necessario applicarsi al testo e cercare di capirlo al meglio, armati di un buon dizionario. Il vantaggio sarà quello di migliorare il proprio vocabolario, la propria competenza linguistica, e anche la pronuncia. Senza contare la possibilità di cantare in buon inglese se siamo musicisti o appassionati, se siamo coinvolti in un karaoke o se semplicemente ci piace sapere cosa stiamo ascoltando.
 

Un classico dei Police

Come esempio pratico, scegliamo un vecchio pezzo dei Police, Every Breath You Take, dall'ormai leggendario album Synchronicity. Sting è un autore britannico piuttosto colto, questo ci garantisce, per iniziare, una buona lingua affidabile. È bene infatti essere consapevoli della provenienza dell'autore, questo ci aiuterà a capire se l'inglese che ascoltiamo è britannico, americano o altro. Infine, dovremo imparare anche a distinguere almeno sommariamente i diversi registri, in modo da sapere che certe espressioni sono colloquiali o addirittura slang mentre altre sono più formali. Every Breath you Take è un pezzo non certo nuovissimo, ma relativamente semplice e insieme denso di espressioni interessanti. Se abbiamo l'album originale a casa abbiamo sicuramente il testo, altrimenti cerchiamolo su www.letssing.it e salviamolo, potremo così leggerlo sul monitor del nostro pc o stamparlo. Ora analizziamolo insieme.


Analizziamo il testo

Già nelle prime righe si trovano molte informazioni utili. L'aggettivo every ci sarà familiare e non dovrebbe creare problemi, è semplicemente il nostro “ogni”, che accompagnato a single crea una espressione che potremo utilizzare frequentemente nel nostro inglese.  Vediamo poi che ci sono diversi sostantivi collegati a verbi: breath-take, move-make, word-say, game-play. Visto che si tratta di parole piuttosto comuni, che probabilmente conosciamo già, possiamo concentrarci a ricordare gli abbinamenti: we take a breath, we make a move, we say a word, we play a game. Questo perché gli abbinamenti idiomatici (le cosiddette “collocazioni”) sono di solito facili da capire, ma non altrettanto facili da ricordare e usare attivamente. Se non sappiamo a priori che “fare un respiro” si dice to take a  breath, diremo probabilmente, sbagliando, to make a breath, perché cercheremo di tradurre dall'italiano. Parlando in questo modo verremo probabilmente capiti, ma il nostro inglese suonerà “straniero” e poco corretto. Quindi è molto importante conoscere un gran numero di collocazioni perché queste ci aiutano ad esprimere un inglese corrente e spontaneo. E il modo migliore per impararle è la pratica, all'interno di un contesto che ci aiuti a ricordarle e ad usarle attivamente nel nostro inglese.

Queste strofe ci danno l'opportunità di imparare anche un paio di parole un po' più difficili: bond, che significa “legame” (to break a bond= rompere un legame) e step, che significa “passo” (to take a step= fare un passo). Impariamo anche che il that relativo può essere omesso per ragioni stilistiche: every move (that) you make. Infine troviamo una forma verbale complessa, il temutissimo futuro continuato (il future progressive ovvero will/shall be ... -ing come nella frase I'll be watching you), autentico spauracchio da compito in classe. Se uso il futuro continuato voglio dire che ho deciso che farò un’azione durante un periodo nel futuro. Sting, amante ossessivo, dice “io sarò lì a guardarti per molto tempo”. Se avesse usato il futuro semplice non avrebbe dato l'idea dell'osservazione pianificata e costante. Invece usandolo dice: tu farai diverse cose, e io sarò sempre lì a guardarti. Per tradurre usiamo questa parafrasi perché in italiano non abbiamo il tempo verbale corrispondente al futuro continuato e “ti starò guardando” non suona molto bene.

Ma andiamo avanti. Subito dopo impariamo che il verbo belong (appartenere) si accompagna tipicamente alla preposizione to. Troviamo anche l'utile verbo to ache (fare male), usato in questo caso con heart (cuore). La parola ache [eik] ci deve diventare familiare perché oltre ad essere decisamente essenziale dal punto di vista pratico, si trova anche in diversi sostantivi composti come headache (mal di testa) o toothache (mal di denti).

Altre collocazioni e nuove parole da imparare: vow= voto/promessa, to fake= fingere, to stake a claim= far valere una pretesa.

Procedendo ci viene chiarito l'uso di una parola un po' difficile, since (letteralmente “da quando”), che si usa con il present perfect (you have gone) per indicare un momento nel passato in cui è successo o iniziato qualcosa. Since you've gone significa “da quando te ne sei andata”. Altre collocazioni interessanti: at night (di notte), to look around (guardarsi intorno), to long for (sentire la mancanza/desiderare intensamente). E nuovi termini: to replace (rimpiazzare), to embrace (abbracciare), trace (traccia), cold (freddo). Dall'ultima riga impariamo infine la fondamentale struttura to keep doing= continuare a fare, e ricordiamo che il verbo che segue keep deve prendere -ing (I keep running= io continuo a correre). E con questo abbiamo concluso una vera e propria lezione di inglese, caratterizzata da una grande varietà, ma anche da una assoluta incoerenza didattica. Abbiamo saltato di qua e di là tra forme verbali, termini, strutture, proprio come succede praticando la lingua, ma non abbiamo seguito alcun percorso costruttivo.

Ovviamente non si può pensare di sostituire lo studio sistematico e organizzato della lingua inglese con lo studio occasionale e disordinato dei testi delle canzoni, ma l'incontro praticamente casuale con strutture, termini ed espressioni è certamente utile per arricchire la propria esperienza linguistica, soprattutto considerato che l'inglese è una lingua molto ricca di idiomi che necessita di una grande esperienza sul campo. Proprio per questo non dobbiamo fermarci alla superficie. Non fidiamoci di tutte le espressioni che troviamo nelle canzoni, potrebbero essere state inventate dall'autore per ragioni stilistiche, e noi potremmo risultare ridicoli nell'usarle. Quindi attenzione, controlliamo bene ogni cosa con il dizionario, e, nel dubbio, rivolgiamoci ad un madrelingua o ad un insegnante. 

Se non abbiamo a disposizione il testo scritto chiediamo agli insegnanti di aiutarci a scriverlo a partire da una registrazione, otterremo un ottimo esercizio di tradizionale listening comprehension, che ci aiuterà anche ad entrare più in sintonia con gli insegnanti. Ma non temiamo la fatica e la soddisfazione di capire finalmente cosa ascoltiamo!

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