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CAR BOOT SALES
TESTO ORIGINALE ITALIANO di Silvia Fiori
COPYRIGHT di: Casiraghi Jones Publishing srl
PUBBLICATO SU: English4Life n. 4 pag. 13

I car boot sales sono una vera e propria istituzione in Gran Bretagna. Si tratta di mercatini tenuti in campi all’aria aperta dove ognuno può portare liberamente la vecchia roba che ha in casa per cercare di venderla. E, per chi li visita, sono anche un buon pretesto per passare un’oretta all’aria buona e fare, magari, qualche buon affare.

Gli inglesi hanno una passione particolare per gli affari (bargains, baagënz) e il modo migliore per farne è sicuramente andare ad un car boot sale [kaa buut seilz] letteralmente “vendita dal baule della propria automobile”).    

I car boot sales sono dei mercatini molto particolari ubicati quasi sempre in campi aperti e hanno una caratteristica: sono accessibili a tutti in quanto non richiedono una particolare licenza (licence, lais·ns). I venditori sono generalmente famiglie che vogliono sbarazzarsi di cose vecchie (get rid of old stuff, get rid ov ëuld staf) trovate in casa o in soffitta. La mattina si comincia presto, verso le sette e trenta: i venditori arrivano al campo (field, fiild), pagano al proprietario del campo una somma a titolo di affitto (entrance fee, entrëns fii) e raggiungono la parte di terreno (pitch, pich) loro assegnata.

Cominciano così ad esporre la loro mercanzia, sistemandola su bancarelle (stalls, sto·olz), semplici tavoli oppure direttamente nel baule (car boot) della loro macchina lasciato ovviamente aperto.

Poco dopo cominciano ad affluire i visitatori, che a loro volta pagano all’ingresso una piccola somma (entrance fee, solitamente 1 o 2 sterline per auto) e vanno a posteggiare la loro macchina in una zona di campo separata rispetto a quella del mercatino.

Si respira un’atmosfera molto particolare, molto friendly [frendli]: spesso per chi vende e per chi compra quella giornata diventa un social event [sëush·l iv’ent], un’occasione per incontrare nuova gente e scambiarsi nuove idee, ma sempre e soprattutto nella speranza di trovare una fantastica occasione (bargain baagën).

Girando tra le bancarelle si può trovare veramente di tutto: libri, dischi, piccoli elettrodomestici, vestiti di seconda mano, quadri, giornali, fumetti, giocattoli e teddy bears [tedi beëz].

I prezzi sono molto accessibili: 50p per un libro, £2 per un paio di pantaloni e così via. Attenti poi ai colpi di fortuna: ci sono state delle occasioni in cui oggetti acquistati ad un car boot sale si sono rivelati di alto valore (famoso il caso di un quadro di Turner comprato per £10 e poi rivelatosi un originale).

Non si può non notare la maggior parte dei venditori seduti sulle loro sedie pieghevoli (folding chairs, fëuldiñ cheëz) mentre sorseggiano la loro tazza di tè (cup of tea, kap ov tii) preparata a casa e portata in un thermos (flask, flaask).

Per il pubblico, invece, ecco bancarelle con vari refreshments [rëfr’eshmënts], tazze di caffè, tè, scones [skonz, dolcetti con uvetta] oppure camioncini (vans, vænz) che preparano sul momento eggs and bacon butties [egz ænd beik·n batiz, panini con eggs and bacon], bacon in a roll [beik·n in ë rëul, panino con solo bacon] e tante altre specialità.

La giornata scorre piacevolmente e verso le prime ore del pomeriggio si comincia a smontare: i venditori (sellers, selëz) commentano l’andamento della giornata, i compratori (buyers, baiëz) ritornano alle loro auto con gli acquisti fatti. Soddisfatto sarà anche sicuramente il proprietario del terreno (farmer, faamë) che ha affittato il campo dove si è svolto il car boot sale.

Così, come dicono gli inglesi, everyone is happy! [evriwan iz hæpi]



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