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Le
risposte di
english gratis
A cura di Roberto Casiraghi e Crystal Jones
English Gratis offre anche un servizio di
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RIVISTA ENGLISH4LIFE: UNA RICHIESTA
ACCORATA
Egregio Roberto
Casiraghi, per carità non faccia morire la rivista. Nel lontano 1943 ero
prigioniero in USA. Non sapevo l’inglese, ma tutto era stampato in inglese:
riviste e libri. Ho sofferto per alcuni mesi, poi mi fu data la possibilità
di possedere un vocabolarietto italiano-inglese e viceversa. E subito mi
buttai nell’ardua fatica di cercare e cercare le parole inglesi (non meno di
sette volte, come dice un proverbio) e cominciai a rivivere.
Sognavo un libro, una rivista proprio come la vostra. Ma,
guarda caso, dopo più di 50 anni mi capita una rivista come quella che avevo
sognato.
Amo molto leggere un libro in lingua madre dell’autore:
inglese, francese, tedesco, spagnolo che sia. Perché malgrado la mia età (91
anni) continuo a leggere e a studiare, l’unico modo per non vegetare. Quindi
imploro ancora: ormai avendo trovato quello che sognavo mi riesce molto
penoso vederlo svanire.
Chiedo molto se azzardo una proposta? Potreste, in seguito,
quando la rivista si sarà consolidata, offrire ai lettori e studiosi qualche
classico moderno in lingua diversa dall’inglese senza disegni e fumetti ma
sempre con lo stesso metodo? Intercalari da staccare per poi ricavare,
rilegandoli, un unico volume.
Gli studenti di lingue potrebbero appetire di più una rivista
così fatta. Io per esempio amo molto lo spagnolo ma non disdegno il
francese, il tedesco. Non sta a me suggerirvi quali classici proporre. Ma
fra le varie letterature c’è da cogliere a piene mani. Buona fortuna!
Giovanni D., Desenzano
Questa lettera è
sicuramente la più “appassionata” tra quelle che abbiamo ricevuto da quando
abbiamo iniziato la nostra avventura. Sulla prima parte non possiamo dire
nulla, se non che ogni volta che ci sentiamo giù di morale ci basta
rileggerla per ritrovare la voglia di combattere. Grazie Giovanni, la sua
testimonianza ha veramente un valore inestimabile per noi.
Per quanto
riguarda la seconda parte, credo che Lei abbia intuito che la nostra
passione per le lingue non si ferma certo all’inglese: nei primi mesi del
2002, quando sembrava che stessimo avendo i risultati per i quali avevamo
lavorato, già stavamo mettendo in cantiere American4Life e Tedesco
Fai Da Te. E poi sarebbero seguiti francese, spagnolo, russo, arabo,
ebraico eccetera.
Dopo un anno
molto ricco di esperienze, sia positive che negative, siamo però costretti
ad ammettere con realismo che un metodo innovativo come il nostro non può
funzionare senza una mole di investimenti pubblicitari che sono
completamente al di là delle nostre possibilità.
Un tempo c’erano
solo edicole o librerie e le persone curiose, intelligenti, appassionate si
accorgevano automaticamente delle novità interessanti. Poi è arrivato
internet e la maggior parte del pubblico ha scoperto in internet
l’equivalente dell’edicola, anzi qualcosa di meglio: tutto il mondo, in
diretta, e, in più, gratis!
Questo ha però
avuto delle pesanti ripercussioni sull’editoria: le persone che vanno in
edicola sono diminuite drasticamente e tutti gli editori sono entrati in
fibrillazione. Tutti quanti vediamo che oggi i giornali, per vendere, devono
trasformarsi in panini, fare il 2 al prezzo di uno, regalare gadget su
gadget. Le piccole riviste, che non hanno le risorse finanziarie per fare
queste mega promozioni, devono invece aumentare il prezzo di copertina e
questo, ovviamente, finisce per ritorcersi contro di loro diminuendo
ulteriormente il loro mercato.
Faccia con noi
questa considerazione: l’inglese è la lingua del momento e in Italia ci sono
milioni di persone che la studiano. Ebbene English4Life sta
vendendo... 3.500 copie a numero! Davanti a queste cifre, anche l’idea di
espandere la nostra iniziativa ad altre lingue deve in qualche modo dar
luogo a una pausa di riflessione, almeno fino al momento in cui non avremo
trovato un modo di sbloccare la situazione. |