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1.
la Pronuncia Guidata
English4Life affianca alla maggior parte dei
testi in inglese la Pronuncia Guidata del Metodo Casiraghi-Jones, che
consente a chi conosca già i suoni
dell'inglese di riprodurre quasi perfettamente la pronuncia di tutte le
parole dei nostri testi a partire da una serie di regole che, per quanto
vadano anch’esse imparate, danno almeno la garanzia di risolvere, anche
senza bisogno di ascolti audio (CD o cassetta), il problema della corretta
pronuncia.
le
principali convenzioni della Pronuncia Guidata
Guardando l’esempio di Pronuncia Guidata riportato qui sotto, scopriamo un
inglese un po’ diverso dal solito.
Intëvyuu widh Suuz·n Stëunëd, kæbin kruu membë
fo·o
British Eëweiz
Suuz·n, yu aa British
ænd yu wëëk fo·o
Bii Ei [British Eëweiz], yet yu liv in Mil'æn.
Hau did dhæt kam ëb'aut?
È infatti un inglese dove la
corrispondenza tra suoni e lettere è univoca, come nell’italiano, anziché
essere incoerente come nell’inglese attuale. Notiamo tra l’altro che alcune
lettere sono “speciali”, altre sono scritte in grigio e che non tutte le
parole sono accentate. Non preoccuparti. Qui di seguito troverai la
spiegazione di tutto!
1.1
L’accento
Se nella Pronuncia Guidata troviamo parole senza accento grafico (simbolo
'), ciò significa che la parola deve essere accentata
sulla prima vocale
della parola stessa. Dato che la maggior parte delle parole inglesi ha
l’accento sulla prima vocale, nella Pronuncia Guidata l’accento viene
indicato solo se cade su una vocale diversa
dalla prima. L’accento è indicato dal segno di
apostrofo '
posizionato subito prima della vocale accentata. Esempio:ëg'ëu (ago),
ëg'ein (again).
Eccezione: nelle
parole con due accenti, che sono abbastanza frequenti in inglese, l’accento
viene indicato anche se cade sulla prima vocale. Esempio: k'omplim'ent·ri (complimentary,
gratuito). Ricordiamo che il metodo migliore per pronunciare correttamente
le parole con doppio accento è pronunciarle come se fossero due parole
separate con un piccolissimo stacco in mezzo. Nel caso di
complimentary, per
esempio, pronunciamo comply
[kompli] e poi mentary
[ment·ri].
1.2 Le
vocali doppie (aa, ee, ii, uu, oo, ëë) e il punto flottante (·)
Nella nostra Pronuncia Guidata le vocali raddoppiate indicano che abbiamo a
che fare con un suono lungo. L’inglese è una lingua dove la distinzione fra
vocali brevi (pronunciate per poco tempo) e le vocali lunghe (tenute per più
tempo) è molto importante.
Attenzione! Nel
caso della doppia o [oo], per contrastare la tendenza di molti italiani che
conoscono già un po’ di inglese a pronunciarla come una “u” abbiamo inserito
il cosiddetto punto flottante ·.
Esempio:bo·o
(“bore”, noia) oppure mo·o ("more", più). Senza il punto, molti
italiani istintivamente pronuncerebbero: buu e muu.
Il cosiddetto punto flottante
viene anche usato per far capire come pronunciare bene parole come “being”
(essere) dove la scrittura “bii·iñ” risulta senz’altro più chiara di “biiiñ”
con le sue tre i consecutive.
Infine il punto flottante, se
inserito fra consonanti, serve a indicare quel brevissimo supporto vocalico
che contrassegna la pronuncia inglese di parole come "able" [eib·l], "ankle"
[æñk·l].
1.3 Lettere
come in italiano
Quando nella Pronuncia Guidata
incontriamo le lettere b, d, f, l, m, n, p, r,
s, t, v, esse hanno più o meno lo stesso valore
fonetico dell’italiano.
1.4 Lettere
come in inglese
Quando nella Pronuncia Guidata
incontriamo le seguenti lettere o gruppi di lettere, esse hanno lo stesso
valore che in inglese:
ch
Indica la c dolce
italiana della parola cena
e il suono corrispondente dell’inglese chat.
h
Si pronuncia espirando aria con la gola senza far intervenire né la lingua
né le labbra. Esempio: hotel.
j
Indica la
g dolce italiana
della parola gelo
e del nome inglese James.
sh Indica
il suono dell’italiano scena
e dell’inglese show.
th Indica
il suono che si produce soffiando con la lingua in mezzo ai denti in modo
che si senta il soffio ma senza che vibrino le corde vocali. Esempio:
thing,
thought.
y
Indica il suono semivocalico della parola italiana
iota e di quella
inglese yes.
w
‑Indica il suono semivocalico della parola italiana
uova e di quella inglese
world.
z Indica
il suono di s
sonora della parola italiana rosa
o dell’inglese Zeta
(come in Zeta-Jones, l’attrice).
1.5 Casi
particolari
Quando nella Pronuncia Guidata
incontriamo le seguenti lettere o gruppi di lettere, esse hanno il valore
fonetico particolare che precisiamo qui di seguito:
dh
Indica lo stesso suono di
th ma ottenuto facendo
vibrare le corde vocali.
Esempi: the,
this,
that, than, those.
g
Indica
sempre un suono di g
dura (come in gola).
k
Indica sempre un suono di c
dura (come in casa).
ñ Indica
il tipico suono “ng” che non corrisponde né a una “n” normale né a una “n” +
“g” dura. Per riprodurre questo simbolo speciale al computer, digitare
Alt+0241 (minuscola) oppure Alt+0209 (maiuscola)
zh
È il suono inglese meno frequente e si pronuncia come
la j francese di
je. Esempi: vision,
measure.
1.6
Le vocali
Quando nella Pronuncia Guidata
incontriamo le seguenti vocali, esse hanno il valore fonetico precisato qui
di seguito:
a
Indica il suono vocalico breve della parola but.
æ
Rappresentato dallo stesso simbolo usato nell’alfabeto fonetico
internazionale(una a
accoppiata ad una
e), è il più difficile suono vocalico
dell’inglese, che troviamo in parole come at
o and. Per chi
voglia riprodurre questo simbolo sul proprio computer, digitare Alt+0230
(minuscola) o Alt+0198 (maiuscola).
e
Indica il suono vocalico breve della parola
net, simile alla e aperta
italiana delle parole è
e caffè.
ë
Indica il suono vocalico breve che troviamo nella parola
the, simile al francese
je, al suono
tedesco ö e
presente anche in diversi dialetti italiani del nord.
Al computer: ë
minuscola è Alt+0235, Ë
maiuscola è Alt+0203.
·
(simbolo di punto flottante, vedi il punto 1.2) Indica il
suono vocalico brevissimo, simile ad una ë,
che si trova fra due consonanti che senza
questo microsuono di appoggio sarebbero assolutamente impronunciabili.
Esempi: eij·nsi (agency),
eib·l (able),
vizh·n (vision). Al
computer si ottiene digitando Alt+0183.
i
Indica il suono vocalico breve della parola fit,
inesistente in italiano. L'approssimazione italiana più vicina è una "e"
stretta pronunciata in modo molto secco e veloce.
o
Indica il suono vocalico breve della parola bob,
simile (ma non uguale!) ad una o aperta
italiana.
u
Indica il suono vocalico breve della parola
woman
aa
Indica il suono vocalico lungo della parola inglese
bar, inesistente in
italiano e simile ad una a
pronunciata però con la lingua in posizione molto
arretrata.
ëë Indica
il suono vocalico lungo delle parole early,
her,
working ed è simile ad
una ë, solo più
aperta.
ii
Indica il suono vocalico lungo della parola fee,
simile ad una i
italiana allungata.
o·o
Indica il suono vocalico lungo della parola
door simile ad una o italiana lunga e tendente
all’aperto. Il punto flottante viene inserito come misura precauzionale per
evitare che chi studia tenda a pronunciare la doppia "o" con il suono "u".
Al computer il punto flottante si ottiene con Alt+0183.
uu
Indica il suono vocalico lungo della parola
food, simile ad una
u italiana lunga.
1.7 I
dittonghi
Quando nella Pronuncia Guidata
incontriamo i seguenti dittonghi (i dittonghi sono gruppi di due vocali che
si pronunciano in una sola emissione di voce), essi hanno il valore fonetico
precisato qui di seguito:
ai indica
la doppia vocale della parola bye,
simile alla doppia vocale italiana della parola “mai”.
au
indica la doppia vocale della parola now,
simile alla doppia vocale italiana della parola “auto”.
eë
Indica la doppia vocale della parola there
ei
Indica la doppia vocale della parola day,
simile alla doppia vocale italiana della parola “ehi!”
ië Indica
la doppia vocale della parola here
oi
Indica la doppia vocale della parola toy
ëu
Indica la doppia vocale della parola go
oppure know.
uë
Indica la doppia vocale della parola sure.
1.8 Le
lettere in grigio
Come ulteriore aiuto ai nostri
lettori che vogliono imparare a pronunciare e a capire l’inglese a scatti e
“mangialettere” che è diventato la norma di gran parte dell’Inghilterra di
oggi, contrassegnamo occasionalmente con il colore grigio quelle vocali che
nel parlato cambiano il loro suono “del dizionario” per assumere invece
quello più breve di ë
in fine di parola, o di ·
(ë brevissima) tra
due consonanti o a inizio di parola. Ecco alcuni esempi:
Kæn
(can, il verbo potere), la pronuncia colloquiale è
k·n;
Tu
(to), la pronuncia colloquiale è të;
Fo·o (for), la
pronuncia colloquiale è fë;
Ænd (and), la
pronuncia colloquiale è ·nd;
Ov (of), la
pronuncia colloquiale è ·v.
From,
la pronuncia colloquiale è fr·m.
Attenzione però: se vengono pronunciate
isolatamente, lentamente o con enfasi, queste parole ritornano ad avere la
loro pronuncia “piena”.
1.9 Prima
di cominciare...
Prima di cominciare, vogliamo
suggerire ai nostri lettori di non preoccuparsi troppo di acquisire una
perfetta pronuncia inglese. In fondo milioni di cittadini scozzesi,
irlandesi e... inglesi pronunciano l’inglese in modo totalmente diverso
dalle regole, eppure nessuno si sognerebbe di dire che non parlano un
perfetto inglese.
Quello che invece deve essere
importante per tutti i nostri lettori, è lo sforzo di evitare quegli
errori grossolani che
consistono nel pronunciare vocali e consonanti che sono
mute o che hanno un valore
diverso da quello che sembra a prima vista.
È qui che la nostra Pronuncia
Guidata è veramente insostituibile: perché indica per ogni parola lo
schema corretto di pronuncia che
vi permette di evitare quei clamorosi errori che sono la vera causa del
fatto che gli inglesi non ci capiscono.
Ecco un paio di esempi davvero
convincenti:
- in
tomb raider non è così importante pronunciare
la t aspirata o la r debole così tipica degli inglesi. L’importante è invece
sapere che nella parola tomb la
O si pronuncia U lunga e la B finale NON SI PRONUNCIA! Quindi, "tuum" e non
"tomb"!
- in
parliament bisogna ricordarsi che la
i non va pronunciata anche
se è scritta! Quindi "paalëmënt" e non "parliament"!
Insomma, tra una perfetta
pronuncia inglese e l’attuale pronuntia
horribilis degli italiani, occorre secondo noi
perseguire una terza via: una pronuncia inglese che definiremo
accettabile, e che è
basata più sull’eliminazione degli
errori grossolani che non sulla perfetta acquisizione dei difficili suoni
della lingua inglese.
Seguendo questa terza via, resa
possibile dalla nostra Pronuncia Guidata, otterremo un notevole
miglioramento della nostra pronuncia inglese in tempi davvero rapidi.
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